Nuovo Piano Transizione 4.0 per il 2022 | Credito imposta nuove aliquote

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Il nuovo Piano Transizione 4.0 per il 2022: cos’è e come ottenere i fondi per l’Impresa 4.0 | le nuove aliquote del Credito Imposta

 

Il Piano Impresa 4.0. cede il posto, a seguito della legge di bilancio 2020, al nuovo Piano Transizione 4.0. Iperammortamento e Superammortamento scompaiono, a favore del nuovo credito di imposta: la cui dotazione in PNRR è pari a 18.45 miliardi di Euro.

Le agevolazioni per le imprese che investono in innovazione, a seguito delle disposizioni inserite nella Legge di Bilancio 2020, sono cambiate.

I crediti imposta inseriti nel piano PNRR hanno subito diverse variazioni da dicembre 2020, arrivando a toccare un minimo di 13,97 miliardi di Euro a cui però il Governo, attraverso il Fondo complementare, ovvero quelle risorse dello stato che si aggiungono ai fondi europei NextGeneration UE, ha aggiunto altri 4,48 miliardi di euro al fondo Transizione 4.0, arrivando ad una dotazione totale che ammonta perciò a 18,45 miliardi di euro.

Avendo come obiettivo lo stimolo degli investimenti privati, sono state maggiorate le aliquote per fornire stabilità alle diverse categorie con misure pluriennali.

La decorrenza del piano biennale, accetta beni che possono essere ricevuti fino a giugno 2023. Le aliquote dei beni d’imposta sono vincolate dalla categoria di beni i cui costi si vogliono compensare

Fra gli obiettivi vi è anche il dare stabilità alle diverse categorie con misure pluriennali e ampie, ragion per cui sono state maggiorate le aliquote. Il Documento programmatico di bilancio 2022, approvato dal Consiglio dei Ministri il 19 ottobre 2021, annuncia la proroga di “incentivi fiscali collegati a Transizione 4.0 ed il contributo a favore delle PMI per l’acquisto di beni strumentali (c.d. nuova Sabatini).

Sono, inoltre, previste risorse aggiuntive per il fondo per l’internazionalizzazione delle imprese ed il fondo di garanzia per le PMI”, si legge testualmente nel documento. La bozza della Legge di bilancio 2022 approvata a fine ottobre conferma la proroga triennale per la misura dedicata ai beni strumentali, decennale per quella relativa a ricerca e sviluppo, con modifiche delle aliquote.

Cos’è il Piano Transizione 4.0 2022

Il Piano Transizione 4.0 sostituisce di fatto i precedenti Impresa 4.0 e Industry 4.0 e rappresenta il nuovo indirizzo di politica industriale dell’Italia.

Consiste in un’unica misura con aliquote differenti per diverse categorie di beni. Il nuovo credito di imposta del Piano Transizione 4.0 sostituisce le misure precedentemente disponibili, tra cui iperammortamento e superammortamento.

Credito imposta sui beni materiali

Le aliquote per l’acquisto di beni materiali 4.0, relativamente all’anno 2021, sono:

  • 50% per investimenti con tetto a 2,5 milioni di euro;
  • 30% per chi investe da 2,5 a 10 milioni di euro;
  • 10% per la fascia compresa tra 10 e 20 milioni di euro.

L’anno prossimo le aliquote saranno ritoccate al ribasso secondo le seguenti modalità:

  • 40% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 20% per la fascia da 2,5 a 10 milioni di euro;
  • 10% per la fascia da 10 a 20 milioni.

La Legge di bilancio 2022, la quale prevede un rinnovo fino a dicembre 2025 con consegna dei beni entro l’estate 2026, stabilisce un progressivo calo delle aliquote per i tre scaglioni di investimento, rispettivamente al 20%, 10% e 5%.

Credito imposta beni immateriali 4.0 (software)

Il credito d’imposta per i beni immateriali 4.0 seguirà un calo progressivo secondo la stessa logica che avvalora le decisioni relative ai beni materiali. Per gli anni 2021 e 2022 l’aliquota sarà fissa al 20%(la stessa è prevista per il 2023), prevedendo un calo al 15% nel 2024 e al 10% nel 2025.

Crediti per ricerca e sviluppo

All’interno della bozza di Legge di bilancio 2022 è previsto un rinnovo di dieci anni, fino al 2031, per il Credito d’imposta per ricerca & sviluppo ed innovazione e design.

Le cui aliquote, per il 2022, restano le stesse dell’anno 2021:

  • 20% per ricerca & sviluppo fino a 4 milioni;
  • 10% per innovazione o design e ideazione estetica con costi fino 2 milioni;
  • 15% per transizione ecologica o innovazione digitale 4.0 con spese fino a 2 milioni.

Negli anni seguenti si preventiva, rispettivamente a quanto sopra:

  • 10% con massimale di 5 milioni;
  • 5% fino a 2 milioni di euro;
  • 10% fino a 4 milioni di euro.

Nuova Sabatini e Superammortamento

Sembra non sarà prorogato l’ex superammortamento, in quanto nel testo non compaiono riferimenti alla misura relativa beni materiali e non materiali che non siano 4.0.

Le modifiche di novembre 2021 al testo di bozza della Manovra 2022 indicano un taglio di risorse per la Nuova Sabatini: 900 milioni fino al 2027.

Regole per usufruire dei crediti imposta del Piano Transizione 4.0

Innanzitutto gli investimenti delle aziende in beni strumentali nuovi devono essere destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, ed essere effettuati dal 1° gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2022, oppure entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari almeno al 20% del costo di acquisizione.

A questi soggetti è riconosciuto un credito d’imposta in misura variabile a seconda della tipologia di investimenti (base o 4.0) e del momento di effettuazione degli stessi.

Ecco le nuove regole per usufruire del credito d’imposta per i beni strumentali, varate a Luglio 2021.

Sfoglia le slide del Mise riguardanti il Piano Transizione 4.0


Ultimo aggiornamento Credito Imposta: innalzamento aliquote su Beni Immateriali e Formazione.

Decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 Maggio 2022 – link decreto

Il nuovo provvedimento prevede un innalzamento dell’attuale aliquota dal 20% al 50% sul credito imposta per investimenti in beni immateriali 4.0 (software) realizzati nel 2022 (ed entro il 30 giugno 2023 purché entro il 31 dicembre 2022 l’ordine sia accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione).

Sono agevolabili software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni rientranti tra le categorie definite nell’Allegato B, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa.

Le imprese potranno in sostanza recuperare il 50% del costo sostenuto per acquistare software in grado di digitalizzare il sistema produttivo nell’ottica di una transizione ad un sistema industriale 4.0.

Il decreto innalza anche l’aliquota dal 50% al 70% destinata alla formazione 4.0 per le Piccole Imprese.

Aggiornamento del 18 Maggio 2022

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